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Il controllo di una corda da tennis

Il controllo di una corda da tennis

Quando si parla di controllo di una corda, spesso si fa riferimento a una sensazione molto chiara per chi gioca: la possibilità di colpire con fiducia, accelerare il braccio e avere la certezza che la palla rimanga dentro al campo, seguendo la traiettoria voluta.

Dietro questa percezione, però, ci sono alcuni meccanismi fisici ben precisi che vale la pena comprendere, anche senza entrare in formule o test da laboratorio.

La rigidità del filamento: il primo fattore di controllo

Uno degli elementi che più influiscono sul controllo è la rigidità della corda. In termini semplici, una corda più rigida si deforma meno quando entra in contatto con la palla e restituisce una risposta più secca e prevedibile.

Indicativamente:

  • le corde più morbide (come molti multifilamenti) tendono a deformarsi di più e offrono una sensazione di maggiore spinta;
  • i monofilamenti in poliestere, soprattutto quelli più rigidi, limitano la deformazione e favoriscono una maggiore precisione direzionale.

È per questo che chi colpisce forte e con swing ampi tende a preferire corde più rigide: il piatto corde “si muove meno” e il controllo aumenta.

Il ruolo del piatto corde e della tensione

Il controllo non dipende solo dalla corda in sé, ma da come questa lavora una volta incordata sulla racchetta. Qui entra in gioco la tensione di incordatura, che determina la rigidità complessiva del piatto corde.

In modo intuitivo:

  • una tensione più alta rende il piatto corde più rigido e reattivo;
  • una tensione più bassa lo rende più elastico e permissivo.

Aumentando la tensione, la palla tende a deformarsi di più all’impatto e una parte maggiore dell’energia viene dissipata: il risultato è una risposta più controllata, ma meno potente. Anche variazioni apparentemente piccole, come 1 kg in più o in meno, possono cambiare sensibilmente la profondità dei colpi.

L’evoluzione della corda nel tempo

Un aspetto spesso sottovalutato è che le corde non si comportano sempre allo stesso modo. Con il passare degli impatti, il materiale tende a perdere parte della sua elasticità iniziale e a deformarsi in modo più stabile.

Questa evoluzione porta a:

  • una sensazione di contatto più pieno,
  • la percezione che la palla “rimanga” più a lungo sul piatto corde,
  • una risposta meno esplosiva ma più progressiva.

Molti giocatori associano proprio questa fase della vita della corda a una sensazione di controllo superiore, perché il comportamento diventa più leggibile e meno nervoso.

Controllo non significa solo rigidità

È importante chiarire un punto: più rigido non significa automaticamente più controllo per tutti. Il controllo reale nasce dall’equilibrio tra corda, tensione e stile di gioco.

Una corda troppo rigida o troppo tesa può diventare difficile da gestire, riducendo il margine di errore e aumentando l’affaticamento del braccio. Al contrario, una corda leggermente più elastica, ma ben abbinata al telaio e alla tensione, può offrire un controllo più efficace per molti giocatori.

In sintesi

Il controllo di una corda è il risultato di:

  • una rigidità adeguata al proprio stile di gioco,
  • una tensione che renda il piatto corde stabile ma non rigido,
  • un comportamento della corda che, col tempo, diventi progressivo e prevedibile.

Capire questi concetti aiuta a scegliere le corde in modo più consapevole, trasformando la sensazione di controllo da semplice percezione soggettiva a uno strumento concreto per migliorare il proprio gioco.

  • By Gabriele Medri
  • lunedì 24 febbraio 2025
  • Attitudini Corde

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