

Nel mondo dell’incordatura avanzata esistono tecniche capaci di modificare in modo sostanziale il comportamento dinamico del piatto corde. Tra queste, l’incordatura a tensione progressiva a 4 nodi rappresenta una soluzione raffinata, nata da studi ed esperimenti condotti già tra gli anni ’70 e ’80 e tuttora attuale per chi ricerca comfort, tolleranza e ampiezza dello sweetspot.
In questo approccio vengono adottate tensioni progressivamente inferiori man mano che la lunghezza delle corde diminuisce, sia per le verticali sia per le orizzontali. La tensione di riferimento per le corde centrali è fissata a 24 kg.
L’obiettivo principale di questa tecnica è la massimizzazione del comfort e l’ampliamento dell’area utile di impatto, migliorando sensibilmente la giocabilità del telaio. Il risultato ricercato è un piatto corde più permissivo e uniforme nella risposta, soprattutto sui colpi decentrati.
Il principio fisico alla base dell’incordatura progressiva è che la rigidezza flessionale di una corda è inversamente proporzionale alla sua lunghezza. Una corda più corta, a parità di tensione, risulta quindi più rigida rispetto a una più lunga.
Riducendo progressivamente la tensione verso le zone esterne del piatto corde, si cerca di compensare questa differenza strutturale, ottenendo una distribuzione più uniforme delle rigidezze e una risposta elastica più omogenea sull’intera superficie di impatto.
L’effetto atteso è una maggiore uniformità di risposta all’impatto, uno sweetspot più ampio e sfruttabile e una riduzione delle vibrazioni trasmesse al braccio. Questo si traduce in una sensazione di impatto più morbida e in un incremento del comfort complessivo durante il gioco.
L’incordatura progressiva non è una tecnica adatta a lavorazioni standard. Deve essere eseguita da incordatori altamente specializzati, utilizzando macchine professionali a sei punti di fissaggio e sistemi di trazione constant pull. La tensione viene regolata corda per corda, con tempi di lavorazione superiori rispetto a un’incordatura tradizionale.
Non esiste inoltre uno schema unico e universale: la progressione delle tensioni può essere personalizzata in funzione del telaio, della corda utilizzata e dell’esperienza dell’incordatore, rendendo ogni lavoro potenzialmente unico.
Tra i principali benefici si riscontrano una maggiore potenza, dovuta a un angolo di uscita della palla più elevato, un’ottima resa nei colpi in topspin grazie al minore attrito tra le corde e a uno snap-back più efficace, un incremento del comfort e una maggiore tolleranza sui colpi decentrati.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalle minori sollecitazioni strutturali sul telaio, che subisce deformazioni più contenute rispetto a un’incordatura con tensione uniforme.
Tra gli aspetti critici vanno considerati un controllo leggermente inferiore, la tendenza all’omogeneizzazione delle tensioni dopo alcune ore di gioco e una durata dinamica più limitata nel caso di giocatori di alto livello. A questi si aggiunge la complessità realizzativa dello schema, che richiede competenze avanzate.
L’analisi strumentale evidenzia una tensione reale del piatto corde pari a 22 kg, circa 2 kg in meno rispetto alla tensione nominale centrale. Questo scostamento è una conseguenza diretta dell’adozione di tensioni a scalare e contribuisce in modo significativo alla sensazione di morbidezza all’impatto.
Dopo alcune ore di assestamento, la perdita di tensione risulta contenuta. La distribuzione delle rigidezze mostra un’ottima uniformità: l’area utile di impatto risulta ampia sia lateralmente sia nella zona bassa del piatto corde, mentre nella parte alta l’incremento di rigidezza è limitato, a beneficio del comfort.
L’incordatura a tensione progressiva a 4 nodi rappresenta una soluzione tecnica evoluta per chi ricerca comfort elevato, maggiore tolleranza e una risposta più uniforme del piatto corde. Non è una scelta universale e richiede elevata competenza esecutiva, ma se realizzata correttamente può migliorare in modo sensibile la giocabilità del telaio e ridurre lo stress sul braccio, confermando il ruolo centrale dell’incordatura nella prestazione tennistica.